lunedì 3 agosto 2015

Frigo a pozzetto massimo risparmio.

Questo articolo descrive la costruzione di un frigorifero che consuma soltanto 110 wh al giorno.
Si tratta di usare un vecchio congelatore a pozzetto di classe scadente (D, E, F, G)
come frigo usando un termostato digitale che permette di settare una temperatura superiore a quella del congelatore (5-10°C).

Uno dei motivi di questo enorme risparmio vengono dal fatto che i congelatori hanno un isolamento termico molto superiore a quello di un frigorifero, e alzando la temperatura a +5 gradi diventa, un grosso isolante, anche se il congelatore fosse di una vecchia classe poco efficente.
Inoltre in un normale frigorifero verticale ogni volta che apriamo la porta, l'aria fredda, casca letteralmente per terra e viene sostituita dall'aria calda ambientale.
Nel nostro congelatore modificato invece, aprendo lo sportello superiore praticamente non avviene nessun scambio di aria, in quanto l'aria fredda, piú pesante di quella ambientale rimane dov'è e ciò consente un maggior mantenimento della temperatura.
Unico problema è che non si ha la comodità di un frigo verticale e bisogna avere un po di organizzazione ma è l'ideale per le case che non vengono utilizzate spesso come le case vacanze oppure le case offgrid che hanno bisogno di quadrare bene i consumi.
La cosa piú importante di questa trasformazione è il consumo elettrico; infatti un normale frigo classe A arriva a consumare circa 750wh mentre questo frigo consuma solo 110 wh a giorno cioè 40 kwh all'anno!

Io ho usato la trasformazione con arduino uno, una sonda ntc ed un relè da 220 v 10 a bistabile (avevo questo e l'ho usato). Solo che non ho la possibilità di modificare la temperatura del frigo senza l'installazione di tastierino e display oppure modificando lo script via usb.
Poi ho scoperto dei termostati digitali con sonda ntc e display che controllano il frigo con un semplice relè da 10A 220V.
Il vantaggio è il basso costo rispetto al mio sistema con arduino (40€ contro i 20€ del termostato digitale su ebay o amazon) e praricamente fa le stesse funzioni del mio solo che regoli meglio la temperatura grazie al display ed i pulsanti. Inoltre consuma meno rispetto ad arduino (3 watt contro 5 watt misurati con un misuratore del lidl).


Un altro termostato appena trovato su amazon è un analogico con sonda (non consuma niente) al prezzo di 15 €, quasi quasi lo monterò al posto di arduino e diminuirò lo standby del frigo (50 wh al giorno).

Si montano semplicemente collegando alimentazione che va alla presa e i due fili provenienti dal termostato del frigo e non quelli della presa poichè staccherebbe la luce di cortesia all'interno che si accende all'apertura.
In estate il consumo del mio sistema è in media di 162 wh di 50 wh di arduino (da eliminare e sostituirlo con un termostato analogico). In inverno si è attestato sui 130 wh. Dato l'uso sporadico non posso dirvi il consumo annuo che stimo sui 50 kwh, 4 volte in meno di un classe A.
Ve lo consiglio vivamente anche perchè il pozzetto preso usato costa sui 100€ (deve essere di una classe scadente con delle pareti spesse e non deve essere nofrost) e con 120 € vi assicurerete consumi ultrabassi migliori di un frigo che costa 4 volte tanto.

Sarei curioso a trasformare un congelatore verticale con cassetti in frigo per vedere quanto consuma, se qualcuno lo ha fatto condivida pure. Dovrebbe consumare meno di un normale frigo poiché è più isolato di un frigo normale ed ha i cassetti che limitano la fuoriuscita del freddo dalle celle ma dovrebbe consumare sempre più del mio sistema.


sabato 1 agosto 2015

Vacanze sostenibili

Sono arrivate le vacanze finalmente dopo un anno di lavoro o di studio per chi frequenta la scuola o l'università.
Oggi vorrei condividere con voi il vantaggio di fare una vacanza sostenibile!
Ho una piccola casa al mare in collina e da qui posso apprezzare il vivere sostenibile per quei 15 giorni all'anno.
Non ho fatto come nella mia casa in cittá (fotovoltaico e solare termico e soprattutto domotica) anche perché non conviene ma con una piccola spesa ho abbattuto i consumi di energia elettrica e abbassato il contatore enel a 2 kw anziché 3,3 kw. Innanzitutto ho spento praticamente lo scaldabagno elettrico da 50 Lt che usavo solo per le docce esterne e l'ho sostituito con una doccia solare, una sunny premium dal costo di 60€ al bricofer. Poiché c'era un po di vento non riuscivo le prime volte a fare una doccia confortevole allora mi sono dato da fare e ho messo smontato il cupolino della doccia e ho allargato i buchi della doccia e ora posso dire che fare una doccia senza elettricità è comoda e conveniente.
Oltre a ciò ho preferito mettere un frigo a pozzetto (no il congelatore) che ho modificato con arduino che consuma una miseria in confronto ad un normale frigo classe A (consuma 100 wh al giorno parte poche volte). Ecco il post che ho dedicato al congelatore: http://arcaenergetica.blogspot.it/2015/08/frigo-pozzetto-massimo-risparmio.html
Per il gelato ho preso un piccolo congelatore da 20 lt che accendo solo se serve e cerco sempre di comprare roba fresca che non devo congelare.
Oltre alle questioni energetiche ho pensato anche a quelle ambientali.
Mi sposto con un auto a metano (ma purtroppo non ci sono pompe e devo andare a benzina finito il metano) e con una bici elettrica (ci sono molte salite ripide) per fare la spesa al supermercato locale.
La spesa di verdura l'ho azzerata poiché ho intorno alla casa piante di fichi bianchi, fichi d'india e pesche; inoltre ho previsto un orto (melanzane, pomodori, cetrioli e zucchine) che usa acqua proveniente da un ruscello naturale e raccolto in una vasca esistente senza pompe elettriche e non uso medicine o prodotti chimici per le piante (agricoltura biologica).
Non compro acqua in bottiglia,uso quella del rubinetto senza filtri (è certificata potabile al 100% e proviene dalla montagna, non è di pozzi) e per creare delle bevande naturali uso la centrifuga portata da casa dalle verdure e frutta che ho coltivato (niente coca cola e altre schifezze).
L'unico nodo da svolgere è la lavatrice e quello dell'auto elettrica (sono in attesa di un auto di 4 metri e 20 massimo con una autonomia di almeno 400 km).
Ecco alcune foto che ho scattato:

sabato 6 giugno 2015

Il discorso del Presidente e la lotta allo spreco ed al cambiamento climatico

Appena ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso parole molto forti in occasione della Giornata Mondiale dell'ambiente presso l'expo di Milano. In particolare mi soffermo sulle sue affermazioni riguardanti alla lotta allo spreco:

lunedì 30 marzo 2015

martedì 24 febbraio 2015

Fotovoltaico Imdf: bufala o verità.

È passato quasi un mese ed ancora non si è fatto sentire come si deve, come se fosse ancora tutto all'oscuro, tanto che se si fa una ricerca su google ci sono solo 3 risultati utili: sto parlando del FOTOVOLTAICO IMDF o fotovoltaico a diodi. Il fotovoltaico è stato ideato da Alfredo Chiacchierone, un elettricista umbro.
Si tratta di un pannello che ha una rendimento quattro volte superiore al fotovoltaico normale, ha una durata di 50 anni, lavora anche a 130 gradi centigradi di temperatura e costa meno di un terzo rispetto ad un normale pannello fotovoltaico al silicio.

domenica 1 febbraio 2015

Il trasporto del futuro non è nell'idrogeno: elettrico, metano e biocarburanti.

L'idrogeno sta per diventare il petrolio del futuro e le case automobilistiche come Honda, Toyota e Hyundai stanno puntando su veicoli con celle a combustibili.
I suoi vantaggi sono da ricorrere solo nella sua velocità di rifornimento che sono paragonabili ad una normalissima carica di metano o di benzina e le autonomie sono paragonabili alle auto tradizionali.
I suoi svantaggi sono soprattutto nella scarsa efficienza della conversione dell'intero ciclo di utilizzo; infatti tutto parte dalla produzione di idrogeno passando per l'immagazzinamento, il trasporto ed infine l'utilizzo finale nelle celle a combustibili. L'accumulo è diviso in compressione e liquefazione.
Ecco il grafico di comparazione tra idrogeno ed elettrico partendo da 100 kwh di energia elettrica.
 
Come vedete l'idrogeno non è efficiente perché ci sono molte deficienze soprattutto nella produzione dell'idrogeno stesso la cui efficienza equivale all'efficienza finale di un auto elettrica a batterie.
Se si riuscisse a produrre idrogeno per via biologica o per via termochimica o con un efficienza vicina al 100%, si potrebbe parlare di un auto a celle a combustibili e dato che non esiste una rete a idrogeno come quella del metano, non possiamo acquistare un auto che poi non possiamo ricaricare.

Quindi oggi il miglior sistema di trasporto è l'elettrico ed il metano aiutato da un sistema ibrido stile prius con cui si può arrivare ad un consumo di 30 km al kg in città dove le auto sono più utilizzate.

Concludo dicendo che il miglior sistema di trasporto è quello intermodale tra mezzi pubblici e car Sharing elettrico. Sono favorevolissimo all'aumento delle ztl nelle città per contrastare l'uso eccessivo delle auto e favorire lo sviluppo del trasporto pubblico cittadino che in alcune città è quasi inesistente.

sabato 15 novembre 2014

Il futuro energetico dell'Italia e dell'Europa: un unica rete elettrica europea con l'aiuto dell'Africa.


Come è possibile coniugare produzione energetica rinoovabile, all'economicità di acquisto e alla diffusione su scala europea. Niente di più semplice!

Basta creare UNA RETE ELETTRICA UNICA PER TUTTA L'EUROPA. Basta unire tutti i gestori di rete e tutti i mercati dell'energia di ogni stato aderente all'UE. Si formerà un mercato unico, gestito da tutti i paesi europei, dove si venderà energia prodotta all'interno di ogni singolo stato europeo e si scambierà tra i vari paesi in modo trasparente e ad un PREZZO UNICO.

Questa sarà l'occasione per tutti gli stati membri di ampliare il proprio parco di centrali che producono solo energia rinnovabile. Ciò consentirà agli stati europei di ritardare gli investimenti per lo stoccaggio di energia intermittente come quella solare, la cui produzione è ottimale da noi e in Spagna, ma anche di creare finalmente una comunità europea anche nel campo energetico. Ciò consentirà l'inserimento all'interno del panorama energetico europeo quelle società che producono energia da fonti rinnovabili per poi rivenderla ai gestori di rete. Ciò consentirà un notevole abbassamento dei prezzi dell'energia poiché c'è concorrenza tra le vari società di distribuzione; infatti il mercato unico consentirà, ad esempio, alla RWE, una società elettrica tedesca, di operare in Italia con i loro prezzi e pacchetti. Inoltre grazie ad una cooperazione tra stati sarà possibile improntare in maniera più facile e veloce l'avvento delle fonti energetiche rinnovabili grazie allo sfruttamento più mirato alle risorse di ogni singolo stato ed importare l'energia prodotti da stati extra-unione come vogliono fare i rappresentanti del progetto Desertec.

Desertec è un progetto da 400 miliardi di euro che prevede la realizzazione di numerose centrali elettriche (principalmente ad energia solare) nel Nord Africa e nel Medio Oriente, collegate tra loro e con altre centrali europee tramite un’ innovativa rete elettrica (Super-grid) in grado di soddisfare il 15% del fabbisogno energetico europeo. Il tutto è previsto entro il 2050. Il perno del progetto è l’incredibile quantità di energia che potrebbe essere prodotta in zone come il deserto del Sahara dove i raggi solari colpiscono la Terra con maggior forza.
 

Questo progetto venne ideato tra il 2003 e il 2007 grazie al contributo di una rete di politici, istituti di ricerca ed economisti chiamata TREC (Trans-Mediterranean Renewable Energy Cooperation). Da questa rete nacque nel 2009 la Desertec Foundation, una fondazione no-profit con l’obiettivo di diffondere e realizzare il progetto.

Una tale progetto non poteva che attrarre numerosi ed importanti investimenti da parte di aziende che volevano entrare a far parte di questa impresa. Così venne creato il consorzio DII (Desertec Industrial Initiative) che vanta la presenza delle italiane Enel e Terna, della tedesca Eon e Rwe e di altre importanti aziende. Anche la stessa Desertec Foundation entrò a far parte del consorzio.

La crisi economica, i recenti avvenimenti in nord africa ed il rifiuto spagnolo di costruire un elettrodotto che si collegava con il Marocco (dovevano solo passare lo stretto di Gibilterra) hanno costretto molte aziende partecipanti ad abbandonare l'impresa ma ciò ha suscitato la mia idea.

Seppur nobile, il gesto della Desertec Foundation non può nascondere agli occhi del mondo e degli investitori che il progetto si trova in una fase critica. Se si analizza la situazione, il problema più grande per la realizzazione del progetto si trova negli intermediari politici con cui i dirigenti della fondazione devono interagire. In campo europeo, l’esempio già citato della Spagna fa riflettere molto sull’esigenza immediata di un unico intermediario che faccia effettivamente l’interesse dell’Europa. È ormai risaputo che gli Stati europei non sono in grado di garantirsi da soli l’approvigionamento energetico necessario e sono quindi costretti a comprare energia da Paesi al di fuori dell’Unione, causando così sia l’aumento del prezzo delle merci prodotte che risultano meno competitive sul mercato sia l’insicurezza di non avere sotto controllo la fonte di approvvigionamento dell’energia.

Risulta quindi necessaria per l’Europa una rete elettrica sovranazionale, come può essere quella del Desertec, che renda autosufficiente anche il Vecchio continente. Purtroppo finché non ci sarà un governo europeo sarà l’interesse di ogni singola nazione a prevalere sull’interesse generale.