mercoledì 12 novembre 2014

Le novità per gli scooter elettrici dall'Eicma.

Salve, dal 6 al 9 novembre a Milano si è tenuto l'Eicma, il salone internazionale del motociclo che ha mostra in anteprima tutti i nuovi prototipi di scooter e motociclette elettriche.
Eccone un reportage:
Si chiama Project Livewire la nuova moto elettrica della Harley Davidson, in arrivo nel 2015.

Questa moto è america e si chiama Brammo, ma ha cuore e parti tutte italiane. E a noi piace.
Questo è il Suzuki Burgman a idrogeno. Un gioiello ma viene venduto per ora solo in Giappone e in Inghilterra. Peccato ma ciò pone una domanda, ma davvero conviene l'idrogeno?
Questo non è un due ruote, ma una ottima soluzione per la mobilità urbana, lo sway scooter. Ha Batterie al Litio da 5kw, la velocità max è di 100km/h e autonomia 70 km, peso 140 kg, 3freni a disco. Il prezzo sarà attorno ai 7000 dollari. 
Lo splendido scooter giapponese elettrico della Terra Motors ha un bellissimo design con materiali di qualità, batteria estraibile del peso di 16kg Samsung, ricarica completa in 4h(mezz'ora per 10 km autonomia) peso 118 kg, velocità max 60km/h, motore Thaizou Quanshum Motor (fornitore di Bosch e Lightning Motorcycles che costruisce le moto elettriche più potenti al mondo), autonomia 60km, pendenza superabile 26%, connessione smartphone i-phone, vita stimata batteria 50000 km. In vendita in Italia dal mese prossimo a 5500 euro iva inclusa.


sabato 1 novembre 2014

Un idea presa dal mio smartphone per sostituire il pc.

Ultimamente ho presa la fissa di dover risparmiare sempre più corrente. Una cosa da cui non riuscirò a staccarmi è il mio portatile perchè lo uso per studiare, fare ricerche, guardare video, giocare ecc.
Collegando il mio rilevatore di consumi al pc ho verificato che durante una mia sessione di utilizzo del pc, consumo in media 40wh per ogni ora di utilizzo (collegato alla presa e con luminosità gradevole). Con l'applicazione Cpuid HWMonitor ho verificato il consumo a batteria. Tenendo aperto firefox con una ventina di schede aperte, chrome con altrettante schede e il programma Matlab (lo uso per programmare  quindi molto pesante) ma con la luminosità al minimo, in un ora ho consumato 22 wh (metà batteria). Non male ma le batterie si guastano in fretta e quindi è meglio avere qualcosa che consuma all'origine.
L'idea che mi ha fatto venire la voglia di scrivere questo post mi è venuta ieri quando avevo smontato la batteria del mio Samsung Galaxy S3 4G. Sulla batteria portava capacità 7.2w. Quindi pensavo io in una sola giornata consumo 7.2 w per usare facebook, whatsapp, twitter, chrome con 20 pagine aperte (è un mio vizio avere molte pagine aperte), giocare a Fifa 15, modificare pdf, registare le lezioni all'università ecc. Tutto con soli 7.2 w? Non credevo ai miei occhi della scoperta.
Allettato dalla meravigliosa scoperta, mi avvento sul mio telefono e lo stresso fino a farlo riscaldare molto (la cpu gira molto) e dopo appena 3 ore di uso intensivo, il cellulare mi da il 15% di batteria.
Il cellulare ha consumato per 3 ore 5.5wh, 1.83wh per ogni ora.
Vado su internet per vedere le caratteristiche del mio S3:
- Processore Samsung Exynos 4412 da 1.4 ghz quad core
- Gpu Mali-400mp
- Ram 1Gb
- Memoria 16 Gb
- Android 4.3

Le caratteristiche sono da computer di fascia medio bassa (si salva solo per il quadcore) quindi vado a controllare le caratteristiche dei suoi successori più potenti.
Samsung Galaxy S5:
- Processore Qualcomm MSM8974-AC Snapdragon 801 (2.5 Ghz quad core)
- Gpu Adreno 300
- Ram 2 Gb
- Memoria 16 Gb
- Androin 4.4.2 Kitkat

Samsung Note 4
- Processore Qualcomm Snapdragon 805 (2.7 Ghz Quad Core)
- Gpu Adreno 420
- Ram 3 Gb
- Memoria 32 gb
- Android 4.4.4 kitkat

Che dire le caratteristiche sono perfette per in futuro mini pc da max 5w.
Girando per il web ed utilizzando le mie conoscenze informatiche scopro che Android non è altro che basato sul sistema operativo open source, quindi libero, Linux.
Inoltre ho trovato su internet delle mini schede madri complete di ram a cui manca solo una semplice memoria microsd su cui è installato ubuntu, lubuntu, xubuntu ma anche android utilizzabile con la tastiera ed il mouse.
Ed ecco che trovo la versione mini-pc del mio S3: L'ODROID-U3.
In 83 x 48 mm, la nuova ODROID-U3 propone il SoC Samsung Exynos 4412 Prime (Quad Core a 1.7 Ghz) con GPU Mali-400 MP4 a 440 Mhz, 2 GB di RAM, slot eMMC e lettore microSD. Ha uscita video microHDMI, uscita seriale UART, 3+1 USB 2.0 ed Ethernet 10/100. Si può ordinare ed aggiungere – per 20 dollari – una scheda IO dedicata: ha le stesse dimensioni di U3 ed include accesso GPIOs, PWM e ADC per un totale di 36 pins I/O. Volendo, si possono ordinare degli accessori abbinati direttamente dal sito Hardkernel: abbiamo alimentatori di qualità, telai in plastica, moduli WiFi e Bluetooth, eMMC da 8/16/64 GB, ventoline, batterie di backup e altro. C’è tutto per completare i componenti di un progetto basato sulle schede ODROID.  Il sito ufficiale fornice la documentazione tecnica così come le immagini e il codice sorgente per Xubuntu 13.10 e Android 4.x con u-boot 2010.12 e kernel 3.8. Se dovesse servire aiuto, c’è anche il forum di supporto ufficiale.
Solo la scheda è venduta a 65 dollari, gli accessori vanno acquistati separati. Con 100€ hai un mini-pc con Xubuntu dove puoi navigare su internet, redarre documenti di word e pdf, programmare con Matlab con il suo equivalente gratuito Octave e guardare video anche in Hd con Xbmc o Vlc,
Insomma un mini computer dedicato a chi non usa il pc intensivamente.

Esistono alternativa più potenti ma più costose al modello U3, L'ODROID-XU3.
ODROID-XU3 prende il posto di ODROID-XU2 (di fatto mai arrivata su larga scala) e sostituisce il suo Exynos 5420 con il più recente Exynos 5422. Questo assicura un filo di prestazioni in più, ma soprattutto il pieno supporto alla gestione “corretta e completa” di tutti gli 8 core che formano il SoC (Heterogeneous Multi-Processing). È la prima ODROID a farlo. Nella sua scheda tecnica:
  • Samsung Exynos 5422 quad core Cortex-A15 @ 2.0GHz + quad core Cortex-A7 @ 1.4GHz
  • GPU ARM Mali-T628 MP6
  • 2GB LPDDR3 RAM PoP (933Mhz, 14.9GB/s bandwidth)
  • lettore Micro SD (fino a 64GB) + eMMC 5.0 socket (16, 32 o 64GB in vendita)
  • micro HDMI (fino a 1080p) e DisplayPort (fino a 2160p)
  • jack 3.5mm cuffia, Ethernet 10/100 Mbps
  • 1x USB 3.0, 1x microUSB OTG, 4x USB 2.0
E si continua con una serie di connettori per l’espansione (GPIO, IRQ compresi) e con i sensori per il rilevamento dei consumi e altro. Il tutto in 98 x 74 x 29 mm alimentato da una 5V 4A. ODROID-XU3 è una board per sviluppatori, quindi arriva assieme ad una gamma di accessori, moduli e kit di espansione di cui trovate tutte le info e i prezzi nel sito ufficiale hardkernel.com. Ce ne sono oltre 23.
La scheda costa 179 dollari + spese ed è prevista nella prima metà di agosto. La confezione comprende il suo alimentatore e un telaio in plastica con ventolina, ma la scheda è priva di spazio di archiviazione quindi conviene aggiungere al tutto anche un modulo eMMC tra quelli proposti (16 GB a 39 dollari); chiaramente potete anche usare una scheda microSD, ma in tal caso meglio non risparmiare sulle specifiche.
Dall'alimentatore base il consumo max dovrebbe aggirarsi intorno ai 20w, ma stressare un processore con 8 core è molto difficile a meno non si faccia rendering 3d o si facciano girare giochi in hd con la Virtualbox di windows 7 in Ubuntu. Il prezzo è circa il doppio dell'U3 ma garantirisce prestazioni molto più alte. E' l'ideale per creare un server o per pc da laboratorio scolastico. Per gli uffici che non hanno bisogno di alte prestazioni l'U3 è il migliore e consente di risparmia 10 volte in meno rispetto ad un pc windows da ufficio.

Sarà il caso di fare la lista per i regali di Natale!

martedì 21 ottobre 2014

Visio-m, l'auto elettrica ultra leggera che costerà quanto una a benzina.

Un cockpit di leggerezza, comfort, economia ed elettricità, In una sola parola Visio.M. Questo infatti è il nome del progetto (e del primo prototipo realizzato) condotto da un team di ricercatori della Technische Universitaet di Monaco. Gli ingegneri tedeschi, in collaborazione con specialisti di settore, hanno cercato di studiare nel dettaglio tutte le caratteristiche in grado di rendere l’auto elettrica un “fenomeno di massa”. Il risultato dell’impresa, finanziato dal Ministero federale tedesco dell’Istruzione la ricerca per due con un importo di 7,1 milioni di euro, è stato presentato al pubblico oggi in apertura di eCarTec. Lo stile prende in prestito quello della Bmw i3 tanto da identificarla come una futura Bmw i1 o Bmw Vision-m.

Si tratta di una piccola due posti dal design sportivo e un motore elettrico da 15 kW, in grado di regalare al pilota una velocità massima di 120 km/h. Una batteria agli ioni di litio da 13,5 kWh (85 kg, circa 160 wh/kg) montata dietro i sedili con una ricarica di 4 ore assicura un’autonomia di circa 160 chilometri. Il merito di questi consumi è però anche dell’estrema leggerezza del veicolo: appena 450 chilogrammi senza batteria

L’abitacolo è realizzato in plastica rinforzata in fibra di carbonio e alluminio mentre sfrutta il Lexan per i finestrini, una resina in policarbonato (che forse alcuni conosceranno per le qualità di resistenza per le carrozzerie dei modelli radiocomandati. Sparisce quindi il vetro e la soluzione di SABIC garantisce un taglio di 13 chilogrammi (+3 km di autonomia) e un’ottima efficienza nell’isolamento termico che permette di risparmiare ulteriormente sul consumo della batteria (+15 km).

Il vero clou di Visio.M è però il sistema di sicurezza sviluppato dagli ingegneri che permette di elaborare un’analisi anticipatoria del traffico circostante: grazie ad un sofisticato sistema di radar e sensori Visio.M è in grado di rilevare eventuali pericoli e rischi di collisione ed attivare i sistemi interni. Sistemi come i pretensionatori adattativi delle cinture di sicurezza, progettati affinché riducano le forze che agiscono sui passeggeri: quando il sistema rileva una collisione laterale imminente, il passeggero seduto dal lato dell’urto viene tirato verso l’interno del veicolo insieme al sedile appena prima della collisione.
Inoltre, gli occhi del conducente servono come punto fisso nel veicolo. Questo ha permesso ai ricercatori di posizionare i sistemi di sicurezza in modo ottimale, collegando all’orientamento visivo anche i comandi di elementi come la radio, l’aria condizionata, e assistenza alla navigazione. Per il momento Visio.M è ancora un prototipo ma l’obiettivo è la produzione di serie. I ricercatori hanno fatto sapere che un’eventuale produzione di serie dovrebbe consentire di offrire la due posti ad un prezzo inferiore rispetto ad un’analoga auto a benzina.

domenica 12 ottobre 2014

M'illumino di meno.... con led e fotovoltaico.

Salve a tutti
per il progetto 700 kwh abbiamo adottato una strategia per risparmiare kilowattora sull'illuminazione.
La strategia si basa inizialmente sulla sostituzione delle lampadine ad incandescenza e a floruoscenza, con soluzioni a led di efficienza minima di 100 lumen/led.
Le lampadine sostituite sono:
  1. Lampadina a CFL 22w (1300 lumen).
  2. Lampada da lettura con lampadina 11w a CFL (600 lumen).
  3. 12 lampadine ad incandescenza da 15w cad per lampadario a candela.
  4. Due plafoniere a Neon Da 120 Cm con 2 tubi a Neon.
  5. 2 Lampadine dell'IKea CFL 11w (600 lumen).
  6. 4 Lampadine da 40w ad incandescenza (ingresso).
  7. 2 lampadine da 60w ad incandescenza (corridoio).
  8. 1 Lampadina da 75w ad incandescenza (Camera da letto).
  9. Lampadina CFL da 25w (1250 lumen).
  10. 2 lampadine da 60 w ad incandescenza (secondo bagno).
Esse saranno sostituite da:
  1. Pannello a led (30cm X 30cm) 13 w, 1300 lumen. Prezzo 50 €, durata 50.000 ore.
  2. Lampadina led spot e14 6w, 600 lumen. Prezzo 5€. Durata 30.000 ore.
  3. 12 Lampadine "Colpo di vento" da 3.5w, 350 lumen. Prezzo 50€, durata 90.000 ore.
  4. Invariate.
  5. 2 Lampadine autocostruite con led cree da 200 lumen/w.
  6. 4 lampadine spot da 2w, 200 lumen. Prezzo 16 €. Durata 50.000 ore.
  7. 2 lampadine autocostuite con led cree da 200 lumen/w.
  8. 1 lampadina autocostruita con led cree da 200 lumen/w.
  9. Lampadina da 13w, 1300 lumen. Prezzo 12€, durata 30.000 ore.
  10. Lampadina da 6 w, 600 lumen. Prezzo 10€, durata 30.000 ore.
Per le lampadine autocostruite vi rimando ad un post che publicherò in seguito.
Avendo una casa con un impianto elettrico non partizionato luci-prese, sto cercando di adottare una soluzione abbinata con il fotovoltaico.
L'impianto sarà a isola con commutazione automatica rete-isola, batterie da 12 kwh usate con regolatore, inverter da 3000w e 3 pannelli da 250w (che aumenterò successivamente lasciando soldi alle batterie che vanno comprate una sola volta).
Un impianto da 750w mi darebbe una produzione di 900 kwh. L'eccesso energetico, visto che non può essere immesso in rete, lo scaricherò in uno scaldacqua da 15 litri regolato con un dimmer.

Ho scelto un impianto ad isola perchè voglio già pensare ad un futuro impianto da 3 kwp collegato alla rete, volendo anche aumentare l'autoconsumo.

L'impianto, oltre alle lampadine i cui costi sono ammortizzati, mi verrà a costare:
- 380€ per i pannelli.
- 250€ per il regolatore di carica da 60A.
- 500€ per l'inverter
- 40€ per il commutatore.
- 500€ per le batterie da muletto usate.
In totale sono 1670€, ammortizzati in 3 anni. Dopo i 3 anni avrò fino a fine vita dell'impianto un interesse pari al 150% sul prezzo speso cioè 2500€. Inoltre, passati i 3 anni, monterò un inverter grid-tie, altri 7 pannelli da 250w e stringero con un contratto con il Gse per lo scambio sul posto.

mercoledì 13 agosto 2014

No Gas!

L'Italia è il maggior importatore di gas metano dopo la Germania di tutta Europa ed è il perno del nostro sistema energetico
Il nord Italia importa metano dal Nord Europa per il 10 percento del totale e   dalla Russia per il 30. La produzione nazionale copre solo un misero 10 percento. Il sud italia, tranne la Sardegna che non ha rete gas, importa il 30 percento dall'Algeria, il 10 percento dalla Libia e il restante da altre fonti.
Quindi la maggior fonte che noi usiamo per produrre energia elettrica, riscaldamento, cucinare e usare l'auto proviene per il 90 percento dall'estero, quantificati come 70 miliardi di metrocubi all'anno e solo 7 miliardi sono prodotti in Italia.        
Inoltre il gas che importiamo proviene da paesi al centro di conflitti interni come la Russia impegnata contro l'Ucraina dove, tra l'altro, passa il gasdotto che arriva in Europa, la Libia dove la situazione politica è instabile e in Algeria ci sono i presupposti per una guerra civile imminente.
C'è da dire che in Italia non ci sono rigassificatori e quindi quando uno dei paesi maggior importatori verrá meno nella fornitura ci troveremo in una situazione di crisi energetica totale anche se abbiamo riserve che dovrebbero assicurare 6 mesi tranquilli e il piano per l'uso di olio combustibile anziché metano nelle centrali elettriche.
Inoltre l'Italia non ha ancora stabilito un piano energetico nazionale per arrivare all'indipendenza energetica e normative sulla produzione di biometano e metano sintetico dall'elettricità i quali impianti sono già attivi in Germania e altri paesi europei.

Essendo un paese nell'Europa meridionale noi teoricamente non avremmo tanto bisogno del metano, ci bastano le pompe di calore, le biomasse, il geotermico ed il solare termico per il riscaldamento.
Per cucinare dovremmo adottare forni elettrici e piani cottura ad induzione, più efficienti rispetto a quelli a gas o gli elettrici tradizionali.
Per quanto riguarda la questione elettrica la tratteremo nei prossimi articoli. 
Adottando questa strategia possiamo usare la nostra produzione nazionale, inclusa quella sintetica, per soddisfare il settore dell'autotrasporto lanciato nella corsa verso il metano e rendere il nostro paese sicuro.

A tal proposito l'arca energetica pubblicherà a breve una proposta di legge da proporre allo stato italiano che verterà sul Piano Energetico Nazionale che il paese dovrebbe adottare per passare l'empasse della dipendenza dagli altri paesi.

martedì 12 agosto 2014

Il prezzo dell'energia elettrica dal fotovoltaico è vantaggiosa!

Non ci credete? Guardate un po i miei calcoli.
Un impianto fotovoltaico da 3 kw costa mediamente 5000 € ed ha una produzione media di 3600 kwh annui.
Se io autoconsumo il 30 percento dell'energia prodotta cioè 1080 kwh il prezzo dell'energia, avendo conto delle detrazioni fiscali e di un uso dell'impianto di 20 anni, sará pari a 0,12€\kwh, 6 centesimi in meno rispetto al primo scaglione. Inoltre l'energia che importerete dalla rete vi costerà la metá grazie allo scambio sul posto.
Ĺ'impianto si ripagherá in 5-6 anni, dopodiché al 20° anno guadagnerai il doppio di quanto hai speso senza conto energia.
Considerando che il prezzo degli impianti è in netta diminuizione, ho visto offerte locali che mi proponevano un impianto simile ad un prezzo di 3300€, il prezzo dell'energia diminuirà in modo sensibile, aumentando i vantaggi e i guadagni.

Nei prossimi articoli pubblicherò un foglio excel per avere un piano di ammortamento del proprio impianto fotovoltaico, un articolo sui sistemi di accumulo fotovoltaico e inoltre un articolo su l'eliminazione del gas in casa sfruttando il fotovoltaico e il solare termico.

martedì 12 novembre 2013

Il teleriscaldamento, una terra promessa per il riscaldamento di medie e grandi città.

Il teleriscaldamento è una forma di riscaldamento che consiste nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di acqua calda, acqua surriscaldata (detti fluidi termovettori), proveniente da una grossa centrale di produzione, alle abitazioni con successivo ritorno dei suddetti alla stessa centrale.

Il calore viene prodotto soprattutto in una centrale di cogenerazione a combustibili fossili o biomasse, oppure utilizzando il calore di recupero proveniente dalla termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani.Oltre alle biomasse, le altre fonti di energia rinnovabile utilizzate per il teleriscaldamento sono la geotermia (in Italia a Ferrara) e il solare termico (Solar District Heating). Un'altra fonte di energia "a costo zero" è l'uso di calore di scarto da processi industriali.

In genere in un impianto di teleriscaldamento l'impianto di cogenerazione è dimensionato per produrre metà della potenza massima di picco e, in assenza di guasti, durante l'anno produce circa il 90% del calore totale prodotto. Ad essa è affiancata una centrale termica di supporto, in grado di coprire da sola l'intero carico di picco, che interviene quando la centrale di cogenerazione è guasta o non riesce a coprire da sola la domanda. In questo modo, si riesce a raggiungere elevate efficienze di sfruttamento dell'energia primaria, fino all'80%.

Il fluido termovettore più utilizzato è l'acqua, che solitamente viene inviata a circa 90 °C e ritorna in centrale a 30-60 °C. La temperatura di ritorno dipende dal tipo di terminali di riscaldamento dei destinatari: mentre i normali radiatori (termosifoni) richiedono temperature di esercizio di circa 60-70°C, vi sono terminali che richiedono temperature di esercizio molto inferiori, come i ventilconvettori (45 °C) e i pannelli radianti (35 °C) e permettono quindi temperature di ritorno inferiori. A destinazione il fluido termovettore riscalda, attraverso uno scambiatore di calore (generalmente a piastre), l'acqua per l'impianto di riscaldamento della abitazione. Lo scambiatore, che sostituisce il nostro sistema di riscaldamento (a gas, gasolio o elettrico), può produrre anche acqua calda sanitaria.

Le perdite energetiche, secondo uno studio Norvegese, derivanti dalla distribuzione del fluido termovettore nella rete sono inferiori al 10% sul totale di calore prodotto dalle centrali.

Inoltre questo sistema sembra molto conveniente dal punto di vista economico; infatti sembra che il teleriscaldamento sia più economico del riscaldamento a gasolio (circa il 40% in meno), del metano (circa il 10% in meno) e del GPL o gas liquido (circa il 30% in meno).

Il teleriscaldamento inoltre può anche accumulare sotto forma di energia termica anche l'energia elettrica rinnovabile in eccesso, che quindi costa di meno, grazie a pompe di calore con un COP (coefficiente di prestazione) minimo di 2,5.

Un sostituto estivo del teleriscaldamento è il teleraffrescamento.
Una tecnologia che è in via di sviluppo è lo sfruttamento del calore per il teleraffrescamento tramite il ciclo frigorifero ad assorbimento.
I condizionatori elettrici consumano elettricità per produrre l'energia frigorifera necessaria; in questo modo si ha una degradazione di un'energia pregiata (l'energia elettrica) per ottenere la quale si è precedentemente degradata altra energia. Infatti, generalmente il rendimento di una centrale termoelettrica si aggira generalmente attorno al 40%, quindi più della metà dell'energia chimica del combustibile viene dispersa nell'ambiente sotto forma di calore. Si ha dunque un doppio spreco, perché da un lato non si sfrutta del calore prezioso, e dall'altro si spreca l'elettricità prodotta.
Pertanto, utilizzare direttamente una fonte di calore per produrre freddo costituisce un aumento dell'efficienza e un risparmio energetico, specie se il calore proviene da un impianto di teleriscaldamento che usa il calore di scarto di altri processi, come accade nella cogenerazione e nell'incenerimento o il calore prodotto dal solare termico molto abbondante nei periodi estivi.

L'Arca Energetica, a questo proposito, ha avviato un progetto per la progetto di un impianto di teleriscaldamento ad energia rinnovabile o di recupero per una città di 70.000 abitanti.